La violenza economica contro le donne è una forma subdola e meno riconosciuta di abuso che spesso rimane nascosta dietro porte chiuse. Tuttavia, i dati non mentono: il 49% delle donne intervistate ha dichiarato di aver subito almeno un episodio di violenza economica nella vita. Questo numero aumenta al 67% tra le donne divorziate o separate, evidenziando quanto questa forma di violenza sia diffusa nelle dinamiche relazionali. Secondo il rapporto "Ciò che è tuo è mio. Fare i conti con la violenza economica", pubblicato in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, la violenza economica è considerata "molto grave" solo dal 59% dei cittadini/e. Questo dato evidenzia una discrepanza tra la percezione del problema e la sua gravità effettiva. Uno degli aspetti più preoccupanti è il persistere di stereotipi che giustificano o minimizzano la violenza. Più di 1 italiano/a su 4 (27%) ritiene che la violenza debba essere affrontata all'interno della coppia, mentre il 15% pensa che la violenza sia provocata dal comportamento delle donne stesse. Inoltre, il 16% degli uomini, contro il 6% delle donne, crede che sia giusto che l'uomo comandi in casa. La violenza economica si manifesta in molteplici modi. Il controllo economico, lo sfruttamento economico e il sabotaggio economico sono solo alcuni dei comportamenti che vengono identificati come forme di abuso finanziario. Le conseguenze della violenza economica sono gravi: il 61% delle donne riporta un peggioramento della propria situazione economica dopo la separazione o il divorzio. Molte donne si trovano a dover affrontare difficoltà nel trovare un lavoro sufficiente per garantire il proprio sostentamento, e il 37% delle donne separate o divorziate non riceve la somma di denaro concordata per la cura dei figli. Per contrastare efficacemente la violenza economica, è fondamentale investire nell'educazione e nella sensibilizzazione. È preoccupante che la quota di donne che non si sentono preparate rispetto ai temi finanziari sia più del doppio di quella degli uomini (10% contro 4%). Questo sottolinea l'importanza di introdurre programmi di educazione finanziaria fin dalle scuole elementari e medie.
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