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"C'era una volta una principessa bellissima....rinchiusa in una torre.....in attesa del suo prode cavaliere per essere salvata".......quante favole racchiudono stereotipi di genere che insegnano a riporre fiducia nel maschio giusto al momento giusto mostrando un modello di donna passiva, sottomessa o bisognosa di aiuto. Da Cenerentola, Rapunzel, Biancaneve....addirittura la piccola Cappuccetto Rosso che sembra inviata nel bosco da una madre irresponsabile e solo l'intervento di un cacciatore la salverà dal lupo cattivo.

In occasione dell'imminente 8 marzo riflettevo su quante donne possono e devono ancora lavorare sullo sviluppo della propria consapevolezza: è un 8 marzo differente questo del 2022. La pandemia ha colpito maggiormente il sesso femminile che ha perso il lavoro in misura maggiore rispetto agli uomini ed è andato incontro a retribuzioni sempre più basse. Ma dopo due anni possiamo dire che le donne si sono dimostrate abili nel prendere decisioni, rapide nella gestione del cambiamento e pronte a reinventarsi.  Vorrei incoraggiare le donne a prendere coraggio: è tempo di agire.

Il Gender Gap in Finanza

Molte indagini effettuate anche dalla stessa Banca D'Italia confermano quanto le donne siano poco informate in tema di educazione finanziaria. Il Gender Gap si fa sentire: sono ancora poco emancipate dal punto di vista economico e non sanno investire al meglio i propri risparmi. Sono sicuramente più brave ad accantonare ma non hanno conoscenze su come far fruttare al meglio i propri beni.

Indubbiamente i fattori culturali pesano: in Italia una donna su due non lavora e questo già non è poco. Molte non hanno un conto corrente e delegano l'intera gestione economica familiare al marito. Spesso è responsabile l'uomo di portare a casa uno stipendio per sostentare l'intera famiglia e sempre lui ha il potere decisionale in merito.

Una ricerca ha messo in luce che ancora oggi le "paghette"  per i figli maschi sono più alte di quelle per le femmine: da questo deriva sicuramente un minor incoraggiamento per le ragazze a cavarsela economicamente in modo autonomo. 

Agli antipodi di questo mondo un po' retrogrado ci sono le donne investitrici ma ahimè non sono moltissime: si tratta di professioniste, imprenditrici, dirigenti. Sono poche ma meriterebbero molto più spazio in quanto rappresentano aspirazione per molte altre. Sono quelle che ce l'hanno fatta. Sicuramente più colte, alcune più fortunate, emerse  da una situazione di svantaggio.

Donne ed Educazione Finanziaria

Per raggiungere un maggiore coinvolgimento femminile ed appiattire questo divario di genere nel mondo della finanza è necessario promuovere in primis l’educazione finanziaria, e questo già da piccoli per entrambi i sessi.

Come si comportano ad oggi le donne nel mondo delle finanza? Per loro la sicurezza è fondamentale ed è un valore che va di pari passo con la progettualità e la pianificazione, guardano al futuro ed al medio-lungo termine. Devono imparare sicuramente ad osare di più soprattutto nel campo degli investimenti ma relativamente a questo argomento una buona consulenza può portare per gradi a grande emancipazione. Ricordiamoci i concetti esposti nell'articolo relativo ai bisogni finanziari: la piramide di Maslow ci insegna che una persona può procedere con l'affrontare i propri bisogni di livello superiore solo quando i propri bisogni di base sono adeguatamente soddisfatti.

Ricordate che sono a vostra disposizione per parlare e cercare di capire insieme come mettere quel mattoncino che vi servirà come inizio per poter costruire un futuro di grandi imprese. Per finire vorrei concludere con una frase che mi sta a cuore dedicata a tutte le donne:

"In tempi duri dobbiamo avere sogni duri, sogni reali, quelli che, se ci daremo da fare, si avvereranno."

Da 'Donne che corrono coi lupi' di Clarissa Pinkola Estés

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